22 agosto 2015

C’ERA UNA VOLTA MARC CHAGALL.


 
Marc Chagall (Vitebsk Bielorussia1887- Saint Paul de Vence 1985) conosciuto al pubblico giovanile per merito di molte citazioni nel film “Notting Hill” e di recente al  Chiostro del Bramante .
E’ popolare nel mondo come il pittore che dipinge gli innamorati che si librano nel cielo contornati da capre che suonano violini,rabbini a testa in giù,mucche colorate,aringhe,mazzi di fiori giganteschi,lampioni che camminano,candelabri a sette braccia,orologi a pendolo,la torah e galli dalle sembianze umane; nei suoi quadri tutto è surreale e il mondo è la sua favola.
Chagall ha un linguaggio apparentemente semplice,fiabesco;ma dietro ogni suo personaggio si celano simbologie ben precise legate alla sua numerosa famiglia ebraica che segnerà profondamente il suo animo,con le sue feste,le sue tradizioni,il circo,la vita del villaggio,la Shoah,e il profondo amore per la sua prima moglie Bella segnato dalla prematura scomparsa di costei.

Se sei un pittore, puoi avere la testa al posto dei piedi e resterai sempre un pittore…..
M.C


Così vediamo che l’artista stravolge volutamente le regole della prospettiva,della gravità e degli equilibri dei corpi,proprio per dare uno specifico valore alle immagini dove i colori:rosso:passione-amore-sangue;verde-semplicità;blu-spiritualità,viola –metamorfosi-mistero,trionfano prepotentemente nelle menti di noi spettatori.
Nell’iconografia chagalliana ci sono delle costanti come:
la mucca,elemento onnipresente in quasi tutte le tele dell’artista è un animale sacro agli ebrei;la sua uccisione viene praticata “indolore”con un coltello a lama sottile e il suo sangue prezioso viene raccolto in un catino e non deve essere mai mischiato con il latte.Anche Picasso dipinse buoi e mucche ma Chagall fu l’unico a dipingerla sia viva che morta con gli occhi aperti.
Significativo è il quadro: ”il bue squartato” dove il bue rappresenta il popolo ebraico massacrato,scuoiato e appeso dalla seconda guerra mondiale e sotto in basso si scorge un secchio che raccoglie il sangue.
I mazzi di fiori riecheggiano la povertà vissuta nell’infanzia e il ricordo dei primi fiori regalati da sua moglie Bella appartenente ad una famiglia benestante.
Il carro,il suonatore di violino gli uomini sui tetti simboleggiano suo nonno e suo zio Neuch i quali dopo una giornata di lavoro amavano suonare il violino “lontani dalla quotidianità”ovvero sul tetto di casa…..a contatto con le nuvole”.
Le aringhe sono il ricordo del padre che lavorava in un deposito di pesce.
La Bibbia era per lui era il più grande poema dell’umanità,fonte infinita d’ispirazione.
Chagall non ha mai aderito a nessuna corrente pittorica,in alcuni suoi quadri come:
“l’apparizione”,”la passeggiata” si scorgono elementi cubisti,fauves(intimo amico del nipote di Matisse suo mecenate e di Apollinaire);ma il suo è un breve attingere

tecniche e prospettive nuove che presto abbandonerà per dedicarsi al suo eclettismo artistico(oltre la pittura coltivava l’amore per la scultura,l’incisione,la ceramica,la scrittura,dipinse le vetrate per la Cattedrale di Metz e la decorazione dell’Operà di New York.)

Aderire ad una specifica corrente era limitare le possibilità espressive della pittura.
“Nella passeggiata” il protagonista è l’amore,al centro della tela di grande dimensione,quadrata,c’è il pittore e sua moglie Bella.
Chagall  sostiene con il suo braccio teso il corpo abbandonato della sua sposa che fluttua come uno stendardo vivente che Chagall pare brandire;nell’altra mano tiene stretto un uccellino come se infondesse in lui il potere del volo.
Il dipinto è la radiosa celebrazione del mistero dell’amore così potente che fa volare,nello sfondo c’è  la sua Vitebsk.L’impronta cubista si nota nelle pettinature piatte,nel paesaggio che forma un reticolo geometrico di piani contrapposti;a sinistra in primo piano spicca il rosso fiorito di uno scialle,il vino e il bicchiere rituale del matrimonio tipicamente fauvisti che richiamano lo stile di Matisse.I colori dominanti sono il verde  delle case e il violetto del vestito di Bella,delicato contrappunto al rosa della cattedrale.
Parte della dottrina lo considera il padre del surrealismo,anticipatore indiscusso di almeno un decennio del movimento.Ma la sua originalità è il frutto del bisogno di esprimere i suoi principi,i suoi valori,in una visione intimistica dove non conta il lato fisico delle cose ma è preponderante il lato invisibile,per così dire illogico della forma e dello spirito,senza il quale la verità esterna non è completa.
Al pittore interessava solo dipingere senza discussioni teoriche,(nel quadro:”la fidanzata dal viso blu1939-1960”l’autore impiega più di vent’anni per finirlo introducendo di volta in volta i suoi personaggi simbolici).

Forse la mia è un’arte insensata, un mercurio cangiante, un’anima azzurra, che precipita sopra i miei quadri 
M.C.

In un secolo palesemente laico l’artista ha dato un contributo vastissimo all’arte biblica andando controcorrente rispetto all’arte contemporanea e facendosi considerare blasfemo dalla comunità ebraica.
Chagall è un pittore-poeta vero narratore,eternamente innamorato,”predicatore”dei sentimenti veri,genuini,lontano da deliri di onnipotenza,scrutatore di un mondo che lui stesso rifiuta e denuncia.
La violenza della guerra lo spinge verso una pittura profonda,seria,di ampio e ricco significato.Il precipitarsi degli eventi lo costringe a trasferirsi negli Stati Uniti e in questo periodo dà  sfogo alla propria mitologia personale espressa dal potere evocativo del colore ,il quale è stato dato con ampie pennellate.Quando la tragedia del popolo ebraico assume proporzioni inimmaginabili,e il tentativo di epurazione del popolo viene conosciuto da tutti,le opere di Chagall raggiungono vertici di potenza emotiva ineguagliati.
Nascono vere e proprie metafore pittoriche.
Momento supremo del periodo americano è il dipinto:”La caduta dell’angelo”una sorta di tableau-manifeste nel quale sono presenti tutti gli oggetti-simbolo dell’iconografia chagalliana .
Allegoria di un’epoca di orrore  l’angelo rosso-sangue ha il volto contorto,la bocca semiaperta che vuole trascinare nella propria caduta il mondo intero;l’occhio esterrefatto dal bianco brillante è il centro e intorno si muove in cerchio tutto l’insieme.Il quadro diviene un’immensa ruota dal congegno segreto dove ruotano turbinosamente  le altre figure.Il colore è una sorta di collante.
Nel  trittico:”la resistenza”,”resurrezione “,”liberazione “e”nella crocifissione bianca” la figura del Cristo contraddistinta da simboli ebraici è l’emblema del martirio della sua gente.

Cristo stesso è ebreo,Chagall lo raffigura con intorno ai fianchi un drappo che assomiglia al talèd(mantello ebraico di lana bianca usato per coprirsi le spalle nelle preghiere mattutine,con doppia striscia intessuta in nero).
Per l’autore nel dolore Cristo conserva non la sua natura divina,ma la sua pura essenza umana,è l’umanità stessa che soffre il male in mille forme e infine ancora la stessa crocifissione.
L’idea cristiana di salvezza viene abbandonata e sostituita dal prototipo dell’ebreo errante,fuggiasco  solitario tra uomini in fuga.E’ la vittima esemplare,dove l’esilio è il protagonista principale..
Il rapporto tra Chagall e l’ebreo errante è autobiografico e deriva da un processo di autoidentificazione;portare il fagotto a spalla è la condizione che caratterizza l’essere ebreo.Nonostante il suo continuo peregrinare Chagall porta con sé in tutte le sue opere l’attaccamento alle sue origini,la semplicità che gli rimane a dispetto dell’enorme successo raggiunto in vita,l’amore espresso con lo slancio di un bambino alle sue prime esperienze,tutti i suoi valori,i suoi personaggi fiabeschi che racchiudono come un leitmotiv la sua storia.
Perché vedere Chagall?
Perché è il trionfo dei sentimenti,dell’amore che spinge l’uomo ad evolversi,a cambiare…
Chi non sogna una capra che suona il violino mentre svolazziamo sulla città con il nostro amore accanto?
Guardando le tele di Chagall ,sintesi tra sogno e favola ,si prova un senso di libertà di gioia,di sogno,che incanta.



Quest’epoca è segnata dalla precarietà dei sentimenti,in cui il relativismo regna sovrano e la vita è caratterizzata da un senso d’insicurezza e malessere che come una peste emotiva ci colpisce offuscando la linea di separazione tra giusto e sbagliato.
Chagall con i suoi colori vivi accesi,le sue tele grandi,i suoi personaggi buffi ci riporta in quella realtà genuina-vera,intimista-sentimentale che giace dentro di noi dormiente e un po’ infantile ma che vorremmo tanto vivere più spesso.
Inoltre con apparente leggerezza affronta tematiche devastanti figlie di un male che non può essere dimenticato.

Giusy d.G
A presto  R&M.

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