28 luglio 2015

Armocromia 1 - Inizio


ARMOCROMIA, INIZIO, BASI.




Introduzione:

Nel 2000\2001 ho iniziato a studiare l’Armocromia  perché, leggendo l’Arte del colore di Jhonas Itten nella parte in cui descrive l’operato di Monet, si sofferma sul fatto che quest’ultimo, dipingendo a stretto contatto della natura, all’aperto, cambiò in modo radicale il concetto di pittura e di studio di essa.
Dipingo sin da piccola, il mio incontro con l’armocromia è stato del tutto casuale nonostante da bambina vedevo sempre dei canali televisivi dove c’erano queste signore americane che provavano su donne ma anche su uomini teli colorati, e dicevano Summer, Spring, Winter, Autumn etc etc . Rimanevo sempre colpita da questi teli colorati, dai visi che erano diversi da colore a colore,  eppure erano sempre gli stessi visi. Amando molto l’impressionismo e studiandolo per via di un esame universitario (all’epoca facevo lettere contemporanee e dovevo dare l’esame con il professore Marco Gallo Storia dell’Arte Contemporanea e portavo proprio l’Impressionismo).
Riprendendo il discorso di Itten,  il citato libro “ l’Arte del Colore” spiega proprio questo passaggio.
Monet, dipingendo all’aperto, cambiò oggetto di studio, ovvero non più l’osannato chiaro scuro (utile per capire una proprietà del colore, il VALORE)  ma la mutevolezza della luce e dell’atmosfera secondo le stagioni, le ore del giorno e le condizioni metereologiche. Se vedete i suoi dipinti, dalle ninfee etc si notano bene il tremolio della luce nell’aria e sui campi assolati, le rifrazioni colorate delle nuvole e della nebbia umida, i molteplici riflessi dell’acqua fluente e ondosa, l’alternanza di verdi lucidi e cupi entro il fogliame degli alberi. Monet è stato “l’occhio che guarda”, l’artefice della pittura “en plain air” e ha capito le proprietà del colore e l’importanza di esse.
Osservò che i colori locali degli oggetti sono dissolti dalla luce e dall’ombra, e che i raggi colorati riflessi si scompongono in macchie ricche di variazioni di freddo-caldo, e non solo fatti di contrasti chiaroscurali. Questa scoperta (la temperatura del colore) gli fece abbandonare nei suoi paesaggi il chiaroscuro prediletto dalla precedente pittura per sostituirlo con il contrasto di freddo e caldo.
Gli Impressionisti furono i primi che si accorsero della temperatura del colore; e che il colore ha le sue proprietà ben precise.
Osservando il paesaggio si  resero conto che l’azzurro freddo, trasparente, del cielo e dell’atmosfera entravano in contrasto con le calde tonalità della luce solare. L’incanto cromatico dei quadri di Monet, Pissarro e Renoir deriva in massima parte dell’artificioso gioco delle modulazioni freddo e caldo. 

Potete usare come esempio questi quadri per capire questo passaggio:
-La vetrata La Belle Verrière della cattedrale di Chatres (XII)


-Il concerto angelico dell’altare di Isenheim di Matthias Grunewald 



-Le moulin de la Galette di Auguste Renoir 



-Il Parlamento di Londra nella nebbia di Claude Monet


-Natura morta con mele e arance di Paul Cezanne 


Itten, riprendendo il discorso sulla proprietà dei colori, scoperta dagli impressionisti, fa un ulteriore passo:” la applica alla persona”. Ovvero scopre la temperatura e il valore applicati anche sull’essere umano, non il croma, attenzione, il croma come un’ulteriore proprietà del colore fu introdotta da Munsell e lo spiegherò in seguito.
Ricapitolando: Itten, tramite l’operato degli impressionisti, nota una corrispondenza tra le caratteristiche tipiche dei colori di alcuni periodi dell’anno ovvero le stagioni, con quelli degli esseri umani, individuando due proprietà del colore:
la temperatura (calda o fredda)
 il valore (chiaro o scuro).
Tramite il chiaroscuro, usato dalla precedente scuola pittorica, cataloga come VALORE una qualità del colore.

Valore= Chiaro\Scuro






Temperatura= Caldo\Freddo




 


Seguendo questo metodo:
d’inverno si potevano classificare persone con colori freddi e scuri,



nella primavera quelle con colori caldi e chiari, 


nell’estate chi ha colori freddi e chiari


nell’autunno persone con colori caldi e scuri. 



Fu molto importante perché esso introduce le basi di questa disciplina.

Di fatto Itten è il padre dell’armocromia.
In Italia è una disciplina poco conosciuta,  solo i grandi stilisti o make up artist l'hanno studiata, la gente comune non sa cosa sia l’armocromia.
Partiamo dalle basi.
Cos’è l’armocromia?
L’armocromia è una disciplina.
Per disciplina o materia si intende un qualsiasi settore delle conoscenze umane organizzato, con delle regole ben precise e finalizzato allo studio di una determinata materia.
Partendo da questo punto, ovvero che l’armocromia è una disciplina introdurrò pian pano dei concetti base.
Dopo aver affermato cos’è l’armocromia passiamo alla seconda domanda:” a cosa serve l’armocromia? Che finalità ha?”
L’armocromia serve a farci capire quale colori armonizzano meglio con i nostri colori naturali.
In che modo? Tramite la reazione di un determinato colore direttamente sulla nostra pelle. 


Non avete mai notato come lo stesso rossetto su di voi sia in un modo e su una vostra amica sia in un altro modo?
Sento sempre dire : ”ma io sono chiara, lei è olivastra, quella è bionda l’altra è mora.”
SBAGLIATO. Non è questo è il punto .
Questa astrusa parola, ARMOCROMIA, cos’è?
Ho letto su internet una marea, consentitemi il termine, di stupidaggini, scritte da persone che creano per non dire inventano qualcosa di abbastanza semplice (se si comprende il meccanismo), che ha dato vita ad una serie di leggende assurde.
ARMOCROMIA = ARMONIA DEI COLORI è un sistema creato agli inizi del secolo scorso da Johannes Itten (1888-1967), artista svizzero e docente presso la Bauhaus School of Art, in Germania.
Itten scrive nel 1961 “L’Arte del colore”, libro in cui espone una nuova teoria dei colori, che tiene conto delle due caratteristiche principali del colore:
a) Temperatura (caldo / freddo)
b) Valore (chiaro /scuro)
Partendo dalla temperatura Itten divide i colori in colori caldi e colori freddi.
I colori caldi sono quelli a base gialla, I colori freddi sono a base blu!
Un pittore sa bene che in natura ci sono tre colori primari:
1) rosso o magenta primario 2) giallo primario 3) blu primario e da questi tre colori derivano tutti gli altri colori . Con l’aggiunta del bianco e del nero si da luminosità o profondità (su questo punto ne parlerò in un’altra fase).

Ricapitolando :
1) Colori Caldi (sono a base gialla)
2) Colori Freddi (sono a base blu)
Da questa suddivisione Itten, osservando la natura, ovvero le stagioni, crea così quattro categorie cromatiche precise corrispondenti alle quattro stagioni collegandolo all’essere umano:
Inverno


Primavera


Estate


Autunno


Secondo la sua teoria i colori caldi (a base gialla) e luminosi li troviamo in natura durante la primavera.
Basta osservare un prato con margherite e papaveri che si scorge il  verde mela, il verde smeraldo, il corallo, il  turchese, l’ oro chiaro, il giallo caldo tipo i narcisi che sbocciano, l’arancione, il rosso aranciato.


Quelli freddi (a base blu) e chiari (luminosi) corrispondono ai colori dei paesaggi estivi (tutti i lilla, grigi chiari, blu mare, celeste, parecchi rosa, rosso anguria); guardate un paesaggio tropicale e abbiamo tutta la palette dell’estate. 

Quelli freddi e scuri sono i colori presenti in inverno (bianco, nero, marrone nero, blu scuro, magenta, rosso lacca, fucsia, grigio, una marea di blu molto decisi, argento); un paseaggio alpino è un tripudio del bianco della neve che fa da protagonista di fatto..


Infine quelli caldi e scuri ricordano i colori autunnali (fuoco e fiamme, rosso arancio, arancione zucca, quasi tutti i marroni caldi, bronzo, oro vecchio stile goldfingher, verde militare, verde bottiglia), anche qui basta vedere una baita a fine ottobre con i primi caminetti accesi e il vin brulè ed ecco creati i colori autunnali.






1. COLORI CALDI, LUMINOSI (PRIMAVERA)
colori predominanti durante la stagione primaverile


2. COLORI CALDI, PROFONDI (AUTUNNO) 
colori predominanti durante la stagione autunnale



3. COLORI FREDDI E SCURI (INVERNO)
colori predominanti durante la stagione invernale


4. COLORI FREDDI E LUMINOSI (ESTATE)
colori predominanti durante la stagione estiva


Cosa implica ciò?
Implica che ogni persona nasce con dei colori naturali. Non esiste una persona senza stagione a meno che non sia albina o affetta da qualche rara patologia.


L'armocromia funziona per tutti, quale che sia la vostra età, la vostra pelle a prescindere dal colore dei capelli o degli occhi (per farvi capire meglio ) reagisce naturalmente a determinati colori.
Se voi (partiamo dalle donne) struccate, coi capelli legati, con la luce naturale del giorno accostate al vostro viso determinati colori notate subito la reazione della vostra pelle a quel colore.




Lo notate da come il vostro viso sta con quel colore, se ad esempio avete una imperfezione, un brufoletto etc magari col verde (faccio un esempio) non si nota e anzi vi illumina subito, invece col rosa si vede subito il brufolo, le occhiaie, i denti non perfetti etc e dovete mettervi molto trucco per attenuare le vostre imperfezioni.
L’armocromia è questa, in base al colorito naturale delle persone, il viso viene messo in risalto, o, al contrario, viene penalizzato.
Itten è stato il primo ad elaborare una teoria secondo la quale ognuno di noi rientra in una di queste quattro stagioni cromatiche.
In sintesi, in base a questa disciplina, ognuno di noi ha dei colori naturali che, a seconda della temperatura (calda o fredda) e del valore (quanto è chiara o scura una persona complessivamente, quindi occhi, capelli naturali, pelle ), rispecchiano quelli presenti in natura in una determinata stagione dell’anno.
Ci sarebbe da spiegarvi le stagioni, la rielaborazione di Bernice Kentner, una cosmetista e
make-up artist, negli anni ’50, Carole Jackson e il sitema di Munsel che superò il Sistema di Itten, Mary Spillane e il nuovo sistema ideato da Ferial Youakim,  ma rischio di darvi troppe nozioni tutte insieme.
In questo primo approccio “armocromatico” iniziate a riflettere su come state la mattina struccate con i capelli tirati con determinati colori accostati al viso.
Iniziate così, a farvi l’occhio …
A breve ci saranno le altri parti ..


Il contenuto di questo articolo è tutelato ai sensi della legge 22 aprile 1941 n 633, sulla protezione del diritto d'autore , (articoli 1 e sgg;171 sgg.)
La riproduzione in tutto o in parte,  o altra forma equipollente, sono vietate.


A presto Giusy DE Gori per Rossetto e Merletto

10 commenti:

  1. Grazie per essere stata cosi chiara! :) (sono francesca, l'esp da te "diagnosticata" stamattina)

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    1. Ciao cara son contenta che son stata utile. Ora aspetto foto con look esp :-p

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  2. Aspetto con impazienza i prossimi articoli!È un piacere leggerti per il contenuto ma anche per la forma così coinvolgente ma chiara!!😘

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  3. Ciao Giusy! Frequento la scuola per makeup artist con Eleonora Masseti, che mi ha parlato di te. Sarei interessata a farmi analizzare ma purtroppo non ho facebook... puoi farlo comunque magari tramite email o tramite whatsapp??

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  4. Molto utile e chiaro anche per chi come me è nuova di questo (favoloso) mondo! Complimenti.

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  5. Articolo interessantissimo. Attendo gli altri articoli con interesse

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  6. Questo parallelismo con l'arte così profondo e curato mi ha fatto capire molto più di tante sigle e palette colori! Siamo solo all'inizio, chissà quanto abbiamo ancora da imparare 😍

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  7. Ma che bell'articolo! Finalmente ho capito un po' di più si questa disciplina!

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  8. Ottimo
    Credo di essere un estate che si veste da primavera forse colpa dei miei capelli che sono un po'armati
    Il mio colore naturale di capelli è biondo cenere e occhi verdi azzurri
    Grazie

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  9. Ottimo
    Credo di essere un estate che si veste da primavera forse colpa dei miei capelli che sono un po'armati
    Il mio colore naturale di capelli è biondo cenere e occhi verdi azzurri
    Grazie

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